Ambiti di interesse e di operatività dei Contratti di Fiume (CdF) sul territorio della Regione Emilia-Romagna. Il Contratto di Fiume è una forma di accordo che si caratterizza per la sua natura partecipativa, flessibile e aperta a nuove e diversificate forme e modalità di intervento sull’ambiente fluviale, sulla sua gestione e tutela attiva. È stato introdotto nella normativa nazionale attraverso l’art. 68bis del D. Lgs. 152/06 che li definisce quali «strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale». Sotto il profilo metodologico-operativo, il CdF è sostanzialmente un processo partecipativo articolato in fasi di lavoro successive, dalla condivisione del documento d’intenti fino alla sottoscrizione dell’atto d’impegno, nell’ambito del quale vengono affrontati con approccio integrato i temi e le questioni territoriali legati alla presenza dell’acqua e alla ricerca di soluzioni condivise, integrate e sostenibili. L’iter di formazione dei CdF è complesso e varia da contratto a contratto, tuttavia, alla luce dell’esperienza sviluppata e, tenuto conto dei documenti di indirizzo emanati nel tempo dalle strutture di coordinamento che operano a livello nazionale, è possibile modellizzare il processo in una time-line tipo nella quale si distinguono 3 fasi peculiari: 1. una prima fase preliminare di preparazione (CdF annunciati); 2. una seconda fase di attivazione di un processo partecipativo (Cdf avviati); 3. una terza fase di attuazione sperimentale e consolidamento (CdF sottoscritti). La cartografia rappresenta lo stato di fatto regionale, relativamente ai CdF Avviati e per quelli Sottoscritti, per i quali i processi hanno già individuato lo specifico ambito territoriale di operatività del contratto.